La teoria di Warr

Secondo Warr il benessere psicologico di una persona è influenzato sia dall’ambiente in cui vive, sia dalle caratteristiche PERSONALI.

Trovate a questo link il modello di Warr https://www.asapitalia.com/it/psicologia-del-lavoro/56-vitamin-model-di-warr

Warr e il modello dell’effetto VITAMINA sono contemplati nell’esame di Psicologia del lavoro presso la facoltà di Trieste di psicologia clinica. Voglio sottolineare l’importanza clinica della ricerca, onde evitare il coro di proteste e perché ritengo che la psicologia sia una scienza medica di grandissimo rilievo.

Ma continuiamo con Warr.

Egli individua alcuni fattori che influiscono sul benessere della persona in ambito lavorativo.

  1. OPPORTUNITÀ’ DI CONTROLLO PERSONALE SUL PROPRIO LAVORO.
  2. OPPORTUNITÀ’ DI UTILIZZO DELLE COMPETENZE POSSEDUTE
  3. LA QUALITÀ’ DELLE RICHIESTE SPECIFICHE DELL’AMBIENTE ALLA PERSONA
  4. LA VARIETÀ’ (di richieste e obiettivi)
  5. LA CHIAREZZA AMBIENTALE (in merito al proprio futuro, al proprio ruolo, ai compiti da svolgere e le conseguenze dei propri comportamenti)
  6. LA POSSIBILITÀ’ DI INTERAZIONE CON GLI ALTRI
  7. LA DISPONIBILITÀ DI DENARO
  8. LA SICUREZZA FISICA (assenza di pericolo e fattori di rischio)
  9. LA POSIZIONE SOCIALE BEN VALUTATA
  10. SUPPORTO DEL SUPERIORE
  11. OPPORTUNITÀ’ DI SVILUPPO E CARRIERA
  12. EQUITÀ E GIUSTIZIA DISTRIBUTIVA

Warr ipotizza che questi fattori siano come VITAMINA sulla salute fisica e psicologica del lavoratore e agiscano sul metabolismo e sulla psiche esattamente come le vitamine vere e proprie, ovvero con EFFETTO COSTANTE o a DECREMENTO ADDIZIONALE.

Quindi i fattori dall’1 al 6 avrebbero un effetto non dissimile a quello delle vitamine A e D (presenti rispettivamente in carote, spinaci, cavolo, broccoli, verze, aglio prezzemolo, zucca, pomodoro, albicocca, pesca, arancia e anguria per la vitamina A e presenti nel nostro organismo quando si espone al SOLE per la vitamina D). La vitamina A e D sono a decremento addizionale che significa che richiedono una costante assunzione per essere mantenuti a buoni livelli nell’organismo.

I fattori dal 7 al 12 avrebbero un effetto simile alle vitamine C ed E, che sono vitamine ad EFFETTO COSTANTE ovvero non rischiano un veloce decremento nei loro valori nell’organismo.

Warr considera anche i VALORI PERSONALI in interazione coi fattori ambientali succitati, sottolineando che un fattore personale come la RESILIENZA gioca un ruolo fondamentale nel supportare l’effetto vitamina dei fattori ambientali di cui sopra.

Perché vi ho parlato di Warr e degli effetti vitamina?

La ritengo una ricerca psicologica illuminante, che viene ancora utilizzata nella lotta al burnout.

Mi ha illuminato un ricordo, di quando, alcuni anni fa, avevo iniziato una ricerca sui cibi e le vitamine del BUON UMORE come le avevo chiamate io.

Fondamentale però è quello che voglio farvi notare, togliendolo dalla sfera lavorativa e calandolo nella situazione di QUARANTENA che stiamo vivendo.

Voglio sottolineare che malattie come disturbi dell’umore e burnout sono provocate non solo dall’ambiente lavorativo, ma anche da altre circostanze esterne come una terribile malattia o il decesso di un caro, o una situazione di personale stress per l’individuo. O una situazione come quella che stiamo vivendo.

Continuo, dunque.

In assenza di (analizzando solo alcuni dei 12 fattori ambientali) :

OPPORTUNITÀ’ DI CONTROLLO PERSONALE (limitazione della libertà personale)

OPPORTUNITÀ DI UTILIZZO DI QUALITÀ POSSEDUTE ( per molti di noi, impossibile applicare la varietà di competenze possedute, non potendo lavorare)

OBIETTIVI GENERATI ESTERNAMENTE (l’unico obiettivo è il raggiungimento di uno scopo comune, qualsiasi esso sia, ma non essendo concordato con ciascuno di noi, bensì imposto uni direzionalmente – senza negoziazione per intenderci – può essere accolto con timore o come limitazione di libertà . In questo caso il rischio di burnout è altissimo)

VARIETÀ (ogni giorno simile all’altro, in uno stato di fermo)

CHIAREZZA AMBIENTALE (la confusione di informazione, le opinioni di esperti in costante sovrapposizione)

CONTATTO CON GLI ALTRI

DISPONIBILITÀ DI DENARO (la calzante crisi economica che sta già colpendo molte fasce della popolazione)

SICUREZZA FISICA (l’egemonia della frase “se esco mi ammalo” pone le persone in uno stato di paura che spesso è causa di crolli psicofisici, di burnout e di malattie dell’umore – causa a loro volta – se non curate- di problemi cardiovascolari)

ci troviamo in carenza di EFFETTO VITAMINA di Warr.

Ora conoscete bene gli effetti di alcune vitamine sul sistema immunitario.

Bene, se non lo sapete, vi elenco le migliori vitamine in questo campo. Un buon sistema immunitario deve poter essere supportato da vitamina A, D, C e SELENIO.

Warr cita come esempio di vitamina AD EFFETTO COSTANTE la C e come esempi di vitamine ad EFFETTO DECRESCENTE la A e la D.

Vi ho già spiegato sopra dove potete trovare queste vitamine.

La ricerca è interessante perché affronta in modo scientifico un TEMA IMPORTANTISSIMO. Il tema della salute collegata ai fattori ambientali e personali.

Insomma, non è possibile essere semplicemente resilienti per sopravvivere. Bisogna vivere in un ambiente che permetta lo sviluppo di vitamine del BUON UMORE. Ugualmente possiamo vivere in un ambiente idilliaco, ma se non possediamo delle caratteristiche personali di hardiness, resilienza e senso di coerenza, non potremo beneficiare a pieno di ciò che ci circonda.

Voglio specificarvi che le prime ricerche che collegano STRESS e malattie cardiovascolari (con conseguente morte per aggravamento delle condizioni fisiche di un paziente)  risalgono al 1936 in ambito medico e devono a Selye la loro scoperta.

Selye studiò su cavie da laboratorio l’effetto di una graduale esposizione a stimoli ambientali nocivi. Nel 1946 concettualizzò questi effetti-risposta come parte di una sindrome generale di adattamento composta da REAZIONE A UN ALLARME, RESISTENZA, ESAURIMENTO FINALE. Sottolineando che lo stress è, in dose controllata, una reazione fisica normale,autonoma e adattiva, ma se evocato troppo spesso (questa teoria verrà sviluppata anche da Cannon nel suo studio del sistema endocrino e sviluppo di CATECOLAMINE) può condurre a malattia e morte.

Le conclusioni del mio articolo potete trarle singolarmente, considerandolo un articolo inutile o magari trovandone degli spunti di riflessione che come al solito vi permettano di uscire da UN PENSIERO UNICO.

Ho intenzione di approfondire l’argomento in un piccolo libro, riprendendo l’indagine che stavo svolgendo nel 2015 sulle vitamine del buon umore, supportando la ricerca con quella di Warr e l’effetto vitamina e collegandomi con altre teorie di psicologia della  percezione.