I fiori dalla finestra. Ma anche gli esseri umani.

Io non c’ho molta voglia di cantare dal balcone. Ma vi spiego perché. Qui dove sto,chi mi ascolta? I gabbiani che sono migrati? Le cavallette? Io sto in mezzo al nulla, gente.

Ma credo che se una ha voglia di cantare, debba farlo.

Beppe Fiorello ha ragione. Io lo capisco. Ha ragione a dire “bisognerebbe fare tre giorni di lutto nazionale”.

Ma io mi concentro anche sui vivi. Lo so. Pare brutto detto così. Ma io penso a loro, anche. Non è una scelta nazista. E’ che bisogna tendere la mano anche al vivo, al guarito, al segregato in casa.

Siamo chiusi in casa. SIAMO LETTERALMENTE chiusi in casa. Qui, da salvaguardare, non c’è solo la salute dei polmoni e delle vie aeree, ma anche la salute della nostra anima.

La salute psichica. La salute mentale. Insomma, non si scherza mica ragazzi.

Tutto quello che potete fare senza infrangere la legge, FA TE LO. Tutto quello che potete fare senza ledere gli altri e facendovi del bene, FA TE LO.

Adesso ve lo dico. Ok allo spirito patriottico ritornato in voga. Io non l’ho mai avuto e continuo ahimè indefessa a non risentirne l’ardore. Forza Italia “nun me viene proprio”. Forza gente. Animo ragazzi di qualunque età. Questo sì, mi viene. Ma mica si canta per forza l’inno di Mameli. Io canto Shakira e sto bene uguale.

E a volte sotto sera mi vengono certi magoni. Certe tristezze.

Che faccio per farmeli passare? CANTO. CANTO e ascolto musica.

Ma devo sopravvivere pure io.

Devo un attimo ridere anche io. Devo poter urlare al mondo da dietro la finestra chiusa “non me la passo bene, ma sono VIVA. E voglio stare bene. E quindi me la canto”.

Sono un essere terribile?

Tanto, peggio di così, a livello di rapporti umani, non è mai stato in vita mia.

Se ogni cosa che fai, arriva la voce di controcanto che ti ricorda che “non si fa” (e mai come ora c’è la voce di chi fa di meno e fa meglio, come quel Puffo che diceva “perché è meglio!”), qui non viviamo più.

E va bene pure guardare i fiori dalla finestra e accorgersi che è primavera. Ma esisto anche io. Mica solo i fiori.  I fiori sono un miracolo. E pure l’essere umano è un miracolo.

Dunque vi invito a ridere. Vi invito a cantare. Vi invito a tirare fuori ora, da sotto le ceneri del pessimismo più nero che a volte ci schiaccia, la voglia di SENTIRVI VIVI.

Ieri ho visto il video di un uomo vestito da dinosauro che camminava sul tetto di casa. In sottofondo la musica di Jurassic Park. Ho riso tanto. O sono completamente impazzita io, o la mia voglia di vivere raggiunge a tratti livelli che io non pensavo di possedere.

Ci pronosticano altri tre mesi di quarantena. Io ve lo dico. Se le cose stanno così, bisogna fare come mi raccontava mia prozia, nei tempi poveri e tristi e allegri della sua giovinezza (anni quaranta,anni di guerra, fame e bombardamenti. Anni di dittatura), ovvero “ridere delle piccole cose. Ridere sempre. Ridere quando è possibile”.

Se non ne avete voglia, va bene. Lo capisco. E’ ovvio. Anche se la risata cura i peggiori mali e i peggiori demoni.

Questo è il mio modo di salvaguardare me.

Poi, mi sono iscritta alla protezione civile. Perché altrimenti mi sento poco seria. E siccome la croce rossa mi ha illusa e abbandonata e invece la protezione civile sembra avere bisogno di me, vado dove mi vogliono. Con il grande desiderio di sentirmi sempre utile.

Sottoscrivo sempre la ricetta personale per superare momenti difficili : potere immaginativo e risata.

A domani.

 

 

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