Immagina

Nei momenti peggiori della mia vita, mi riusciva bene PROGETTARE IL FUTURO immaginando cose bellissime.

Che poi si sono sempre avverate. Tra l’altro.

Ho passato periodi in cui non avevo soldi, lavoro, amici. Avevo però del gran tempo.

Ero isolata. Vivevo forzatamente isolata. Non era colpa di nessuno. Era un periodaccio.

Un periodo come questo, insomma.

Cosa potevo fare del mio tempo? Avevo due scelte. Arrabbiarmi molto. Oppure reagire e in fretta.

Beh, lo ammetto, a volte mi sono arrabbiata tanto.

Però ho anche e subito reagito in fretta.

Ho la fortuna di saper piangere e la sfrutto per buttare fuori la mia tristezza o la mia rabbia. Via le lacrime, via il dolore. Sono sempre stata una PIAGNONA solitaria. In questo, spero di avervi fatto sorridere.

E come potevo reagire senza soldi, senza amici, senza “moroso”, nella solitudine e nel timore di morire povera e sconosciuta?

L’immaginazione è ARRIVATA IN MIO SOCCORSO come la più bella Regina Buona di una favola.

Oh. L’immaginazione. Pensare che passa. Che passa senz’altro. Che ogni giorno è un giorno da spuntare, dando a quel giorno l’onore che merita. Magari quel giorno riesce male, fa schifo. Eppure io ci provavo a renderlo decente. Dignitoso. Ci provo anche ora.

Intanto, in quanto donna vezzosa e vanitosa, anche se stavo in casa, mi truccavo. Non troppo. Ma giusto quel trucco da “spesa veloce”. Gli indumenti che sceglievo erano sempre curati. A volte mi domandavo che senso avesse curarsi se tanto…non mi vedeva nessuno. Eh no! Mi vedevo io ed era sufficiente. Mi sarebbe bastato.

Non importava se uscivo solo a fare due passi. O se stavo a casa a scrivere. Quando passavo davanti a uno specchio non volevo vedere lo sfacelo. Ma la dignità.

E così passavo  molto tempo con la mia immaginazione. E facevo in modo che l’immaginazione avesse anche un suo lato tangibile. Ho disegnato quello che volevo davvero. Mi sono disegnata dentro i miei desideri. Ho scritto con carta e penna quello che volevo in modo meticoloso e con tutto il mio cuore, anche se vivevo male quel momento. Ho riletto quello che ho scritto. Ho riletto ogni riga. Aggiustando quello che non mi piaceva. L’ho fatto per giorni. Mi sono detta “sto costruendo il mio futuro”. E ci ho creduto. L’ho fatto per mesi. L’ho fatto per quasi due anni.

La mente in situazioni di disagio ha bisogno di ossigeno. Di pensare a cose belle. Di liberarsi dalla paura. Di estraniarsi e godere della vita.

Se ora la vita che vuoi è davvero qualcosa che non hai (e in questo momento siamo tutti su una barca che mi pare uguale) posso assicurarti che devi vivere immaginando un mondo migliore. Una vita migliore. La tua vita. Anche ora, anche se non ti sembra possibile, la stai costruendo. E immaginare il peggio non ti aiuta nè adesso, nè domani.

La tua vita vale perchè ne hai una sola. Se ne avessimo un’altra, potrei capire. Potrei capire tante cose. Ma una sola per me è poca. E devo farne un capolavoro. Non lo pensi anche tu? Qualunque età tu abbia, non pensi anche tu che sia giusto che tu dia modo alla tua vita di diventare quello che tu vuoi che diventi?

Eccoci qui allora. Oggi. Adesso. 17 Marzo 2020. Ad oggi non siamo più liberi, è vero. Fa male a me quanto a te. Ma nella nostra immaginazione, sì. Nella nostra immaginazione SIAMO LIBERI.

Ho letto molto nella mia vita, scoprendo che i sopravvissuti ad ogni tipo di male, di malattia, di deportazione, di dolore fisico o mentale, sono sempre loro. Quelli che fantasticano. E quelli che ci credono. Quelli che immaginano “questa è una situazione temporanea in cui io vivo, ma io non sono questa persona. Sono altro. Sono già altrove”.

Sottolineo però che c’è una sottile linea di confine e devi ricordarla sempre. E’ quella che divide la completa estraneazione da una libera espressione di potere immaginativo sano.

Non ti sto consigliando di vivere fuori dal mondo, ma di pensare molto al futuro migliore. E di progettare già ora quello che farai quando sarà tutto finito.

Non devi domandarti quando. Quando ti angoscia. “Quando finisce? Due mesi? Uno? Sei mesi?”

No, non a noi spetta il tempo. Ma a noi spetta di più. Sai cosa? Decidere il contenuto di quello che vuoi.

Sei pronto? E’ gratis. L’immaginazione è gratis. Richiede impegno. Richiede forza di volersi bene. Soprattutto quando tutto attorno NON è CHE SIA PROPRIO TUTTA STA GRAN BELLEZZA. Allora immagina. Immaginaimmaginaimmagina le cose più belle. Per te. Per chi ami. Riempiti in loop di immagini così belle, che quasi quasi, ti commuovi. Ti cade la lacrima.

Io ero felice. Avevo una vita meravigliosa. Ho ancora cose splendide. La cosa peggiore che possiedo è il mio caratteraccio. Ma ci convivo. Mi perdono.

Ah sì’. Ecco l’altra cosa importante.

Perdonati. E’ proprio il momento che tu ti perdoni.

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