La teoria dell’elastico

Hai presente quando ti butti da un ponte con l’elastico? Io no. Non ho mai provato e credo sia una cosa che al momento non mi interessa provare davvero. Ma due settimane fa, mentre guardavo un film (per la cronaca, già visto al cinema, senza infamia nè lode “Tutta colpa di Freud”), durante la scena in cui lei, interpretata da Claudia Gerini, dopo aver scoperto che il marito la tradiva, si butta da un ponte con l’elastico, per provare (come dirà poi a un amico psicologo) cosa si prova a suicidarsi “per finta” (carina, come tattica catartica, comunque), sono stata colpita dall’idea del corpo in caduta libera, appeso a un elastico. Interessante. Anzi, perfetto in realtà.

Allora, ricominciamo da capo, anche se la premessa era d’uopo.

Ogni decisione importante nella vita richiede coraggio. Senza il coraggio (chiamatela incoscienza, stanchezza, colpo di testa, improvvisazione…sempre coraggio è…alla fine, il coraggio di prendere QUELLA decisione) non prendi decisioni, ma stazioni. E’ come se stessi alla stazione, in attesa di un treno “giusto”, ma ogni treno sembra sbagliato (tu hai paura che sia sbagliato). E alla fine della serata torni a casa e hai passato il tempo a guardare treni. Però, un giorno, magari, il treno lo prendi. Un treno, diciamo, quello che vuoi. Quel giorno è diverso e non sai nemmeno perchè, ma prendi quel treno e punto. Non sai nemmeno esattamente dove porta il treno, ma lo prendi. Quel giorno è diverso perchè tu hai avuto coraggio.

Ogni decisione importante nella vita è anche costosa. Può essere liberatoria, catartica, speciale ma…tu e solo tu sai quanto ti è costata. Sul piattino della bilancia stanno le cose che lasci. Sull’altro i boh, i se e anche qualche ma.

Ma…andiamo avanti. Mettiamo che invece della metafora del “prendere il treno” io ora usi la “abusatissima” metafora del “lanciati dal burrone, vedrai che ti spuntano le ali”. Ebbene, le inflazionatissime foto di gente che si lancia e vola, sono la base di una filosofia positivista esasperata. Chi vi racconta che , se prendete una decisione importante inziate a volare, probabilmente si è lanciato sapendo che sotto i pompieri tenevano il tendone del circo Togni in attesa che il peso specifico del suo corpo facesse “puf” , rimanendo illeso.

Questa cosa è importante. Importantissima. Non voglio smontare i sogni di milioni di people, very normal e very strong, tutti impegnati a garantirsi un paio d’ali al lancio. Quando prendi una decisione, però, quando ti lanci, quando guardi il fondo del burrone e sai che comunque non si muore (stiamo metaforizzando…spero che sia chiaro), comunque devi essere consapevole che no…niente ali. Nemmeno con la Redbull. Hai una meravigliosa splendida imbragatura elasticizzata. Si. Quello si.

Ogni lancio ha a che fare con un peso specifico. Il tuo. Non sei impalpabile. Non sei etereo. Sei vivo. Interagisci quotidianamente con una realtà fisica che puoi modificare (si, puoi farlo) ma … come lo fai? Con tutto il tuo essere, corpo compreso. Quando ti lanci, non ti spuntano le ali. Sei invece sottoposto, come lo sono stata io, come lo sono stati tutti, a quell’effetto Elastico, tipico delle decisioni IMPORTANTI.

Molti motivatori USA di stampo classico, vi dicono che “you must work hard”, se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi, che non significa che devi lavorare 65 ore a settimana o che devi scalare l’Everest (non necessariamente se non è nei tuoi piani), ma che, diciamocelo, non è solo perchè hai avuto il coraggio di prendere una decisione importante che verrai premiato. Quel “lavoro” è quotidiano, a volte easy, a volte molto duro. Non è sempre facile. Fanculo. Non lo è, perchè ci sono dentro e chi mi racconta il contrario è un millantatore. Ci sono le soddisfazioni e le delusioni. Sono i tuoi desideri, è la tua vita, ci tieni e quindi, ogni tanto, quando vedi che le cose non vanno sempre “a mille” ti incazzi. E incazzati. E’ liberatorio. Ma non sempre gradevole. Sarebbe meglio che fosse tutto perfetto. Ma non lo è “SEMPRE”.

La vuoi la verità? Una verità “vera”? Nel momento in cui hai preso “quella” decisione, hai fatto la cosa migliore che potessi fare.

Hai deciso di cambiare lavoro, di lasciare il marito, di lanciarti in una nuova vita, di cambiare la tua vita? Ok. Va bene. Bravo, brava.

Ma sappilo, questo non prevede ricchi premi e cotillon al primo salto. No no. I “vedrai che roba…vedrai cosa ti aspetta…vedrai che spettacolo…”, si , sono tutti veri. Ma ogni volta che ricevi un premio, una soddisfazione, una ricompensa, è tutta farina del tuo sacco.

Perchè, tornando alla metafora, l’elastico a cui è appeso il tuo corpo oscillerà. Andrà su e giù. Hey…a questa cosa non puoi davvero opporre resistenza. Dunque ti conviene goderti lo spettacolo del vuoto di pancia, del continuo sali e scendi perchè diversamente non puoi fare.

Salti e il tuo corpo va giù. E tu te la fai sotto e pensi “morirò”. Poi torni su e gridi al miracolo “qualche angelo deve avermi preso per il bavero stavolta”. Poi torni giù e pensi “ancora?”. Poi torni su e pensi “ok, comincio a capire come funziona. Non si muore. Sto solo vivendo”. Poi torni giù e pensi “No problem. Torno su tra poco”.

All’inizio la “corsa dell’elastico” è lunga e veloce. Wow. Vai giù dritto e senti l’adrenalina salire. Non capisci niente, ma sei consapevole che indietro non si torna. E anche che hai fatto la cosa giusta. Non vedi molto, ma ti senti tantissimo. Senti tanto tutto te stesso. Esisti solo tu e la tua vita.

Poi, pian piano l’elastico rallenta e  tu cominci a capire dove sei, chi sei, perchè “sei”, ti guardi attorno e pensi che sei stato un pazzo, ma un pazzo saggio, di quelli che hanno capito tutto.

Poi l’elastico si ferma e credo che in quel momento (ma ci devo ancora arrivare) tu sia davvero felice di aver raggiunto quello che volevi quando ti sei lanciato, ma forse…la soddisfazione più grande deriva proprio dalla “corsa” dell’elastico, dall’avventura che hai vissuto, da quel meraviglioso, dinamico, impetuoso “su e giù” dell’elastico e del tuo “peso specifico” nel mondo. Perchè TU hai peso , in questo mondo. Lo hai nel momento in cui ti lanci e la tua decisione non cambia solo la tua vita, ma influenza, in modo dinamico, anche la vita degli altri.

Ma lo devi sapere, cavoletto, che non ti spuntano le ali. Te lo devo proprio dire…che a volte…più che le ali…potrebbero spuntarti altre cose. Ma … be calm…fa parte del senso. Della vita. E anche dell’incontro con te stesso.

Tanto ormai ti sei lanciato. Figurati. Sai quanti lo hanno fatto prima di te?

Sono tutti vivi e decisamente più felici di prima.

Non aspettare in stazione. Non aspettare affatto. Non pretendere un viaggio sempre confortevole. O sempre scevro di difficoltà. Abbi fiducia nella corsa dell’elastico, goditi lo spettacolo della vita in tutte le sue sfaccettature, pacchetto all inclusive.

Perchè alla fine, il premio arriva. Ma tra l’inizio e la fine della corsa…sta tutta la vita. E forse la cosa migliore che imparerai a fare è accettare anche le difficoltà, assimilarle come parte della tua vita, fiducioso che passano, che l’elastico torna su. Che prima o poi si ferma, l’elastico e tu, te lo godi, il panorama. Rilassati…ho scoperto che quel “prima o poi” è la vita. Gli incontri. Le soddisfazioni. Le idee. Le delusioni. I cambiamenti. Le evoluzioni. E che è molto più emozionante di come me lo avevano raccontato, molto più ricco e fantasioso di come me lo ero aspettato. Molto più bello di qualunque film, libro, o canzone abbia mai visto letto o sentito.

 

Buon viaggio. Buon salto. Buone decisioni.

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