L’amore (quello vero)

Stamattina ho ascoltato un amico affranto, con il cuore spezzato (dice lui). E che lo dice lui ve lo spiego tra poco. E non è che io non ci creda…a quello che prova. E’ che il cuore spezzato prevede un amore. E io sono stata sincera e gli ho detto che dal suo parlato e dal suo racconto non usciva amore, ma una specie di masochismo-sadismo di coppia, che, di amore, non aveva nemmeno il lontano ricordo.

Cos’è l’amore vero, per me? Da quel poco-tanto che ho vissuto, imparato e capito, soprattutto nei momenti di grande solitudine ricercata, l’amore vero è semplicemente STARE BENE. Quando stai con qualcuno, quando ami qualcuno, quando qualcuno dice di amarti…passi pure il litigio, passi pure lo scontro, il confronto e perfino qualche silenzio. Ma non la sofferenza imposta. Non i giochetti psicologici del “io sono qui ma voglio la mia libertà. Ti amo ma voglio stare solo/a. Sono così geloso che devi essere solo mia, quindi non vedrai più quel tuo caro amico che frequentavi spesso, perchè ora ci sono io”.

Queste dinamiche soffocanti e adolescienziali, ma comunque dolorose e perverse, non sono amore. Se queste dinamiche vi fanno battere il cuore e solo con la presenza di queste dinamiche parlate di amore…dovete essere consapevoli…che forse non sapete cos’è l’amore vero.

Queste dinamiche distruttive fanno parte di una specie di “fuga dalla realtà” in cui due persone incapaci di amare, scelgono di vivere perchè dicono di “amare il tormento”. Però, se voi domandate loro come stanno, vi diranno che sinceramente soffrono.

E infatti soffrono molto. A volte continuativamente. A volte a singhiozzo. Si ritrovano in una specie di Luna Park con le montagne russe, ma ogni curva , ogni vuoto di pancia nella corsa sfrenata della ferraglia rumorosa, è dolore.

Io ho amato moltissimo. Ma anche io ho attraversato baratri sufficienti a farmi vedere che potevo non risalire dal fondo. E invece, ho scelto di STARE BENE.

L’amore vero cos’è? Quello che voglio ora. Senza tanti giri di parole, un amore pulito, sincero, autentico, forte, importante. Un amore coraggioso, dinamico, ma al tempo stesso protettivo. Un amore in cui io e il mio partner ci portiamo in palmo di mano. Niente che abbia a che fare con quelle inutili perdite di tempo in cui si cacciano persone come il mio amico. Ma poi perchè? Per sentire il cuore che batte emozionato di fronte a un probabile abbandono? E per poi piangere disperato di fronte all’ennesima umiliazione? All’ennesimo addio?

Mi domando di cosa si vogliano punire le persone che credono di meritarsi questo. E di doverlo vivere. Ci dovrebbe essere una rieducazione esemplare all’amore. Perchè certe persone , si, certe persone, amano essere rifiutate. Piangono. Ma quel rifiuto determina a ciclo continuo il loro senso di vuoto, derivante da un probabile rifiuto materno.

O paterno.

Quanta psicologia ingombrante dietro un concetto così semplice come l’amore. Che basterebbe davvero guardare chi sta bene, sentirlo parlare, osservare una coppia felice, un bambino che corre dietro una palla e un cielo stupendo per capire che DOVE STAI BENE E’ DOVE C’E’ AMORE. E tutto il resto sono proiezioni, ologrammi, escamotage e scuse che tiriamo fuori per non affrontare le nostre vere problematiche. La paura della solitudine per esempio. O la paura di fallire. O la paura dell’abbandono.

E allora via…si continua a stare con la persona sbagliata, a sperare che un giorno chissà…

si continua a far credere alle persone che un film di Hollywood che parla di un amore cupo e tormentoso sia quello…quello li…l’amore vero.

Non potrete fare niente per chi soffre di questo tipo di “mal d’amore” se non è LUI, LEI ad accorgersi che no, così non va. Se se ne accorge potrete essere anche presenti alle crisi in cui “come una specie di tossico a cui hanno tolto la droga delle montagne russe”, cercherete di dire che VA TUTTO BENE, molto bene. Ma non siete nemmeno tenuti a farlo.

Che questo non è nè amore,nè rispetto, nè bellezza. Che dire “Io la disprezzo ma la amo” non è altro che dire una cosa che esclude l’altra. Di quel che dico sono certa , come potrei dire che son certa che la pasta la devi buttare dopo che l’acqua bolle, non prima.

Sono un’esperta in questo campo. Purtroppo. E ora, anche per fortuna.

Ma sono felice di essere uscita a testa alta da tutto (e non ce l’avrei fatta mai da sola , ma avevo persone stupende accanto a me, che mi hanno preso per mano e di cui mi sono fidata a occhi chiusi, perchè sentivo che li, c’era amore), e di poter dire che ora STO BENE davvero. Mica per finta.

Questo è il primo passo alla rieducazione all’amore. Se state con una persona che amate e vi ama e tutto va bene e c’è rispetto, intesa, comprensione, fiducia , stima (nonostante i battibecchi di routine) voi avete fatto BINGO.

Se state con una persona che vi fa piangere, vi fa andare dalle stelle alle stalle in dieci secondi, vi umilia, vi manca di rispetto, vi molla e vi prende come se foste il bambolotto di pezza sulla mensola, dicendo “Non sono cattivo. E’ colpa tua se ti tratto così”, decidete di volervi bene. E saltate.

Il burrone non è davanti a voi. Il burrone ve lo state lasciando alle spalle. E potrete perfino imparare a volare.

Non ci credete? Fidatevi di me. Io viaggio solo se volo.

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