JUST DO IT (la supercazzola è un escamotage)

Oggi mi è successa una cosa imbarazzante. Ma purtroppo è tipica di chi, come me, di fronte a certe persone più autorevoli, si imbarazza. A me, viene l’ansia. Soprattutto se, ripeto, queste persone sono “più arrivate” di me. Timore reverenziale, autostima che va a nascondersi sotto le ascelle, imbarazzo e incresciose figure, sono le cose che spesso (ma non sempre) mi capitano in queste occasioni. A me, non serve a niente prepararmi psicologicamente all’incontro prima di partire da casa. A me servirebbbe vivere con queste persone , a stretto contatto con loro, per rendermi davvero conto che…questi “colossi” sono come me. La mattina fanno colazione, vanno in bagno (si, vanno anche in bagno), lavorano, fanno sesso, sudano, sbagliano, sognano etc…Perchè anche se la mente mi dice “ohila’ Annamaria…non è niente…è solo un essere umano…”, quando mi ritrovo di fronte quell’essere umano che è arrivato dove magari piacerebbe arrivare anche a me, io, imbarazzata, mi perdo in “supercazzole” così assolutamente naturali (non volute) che , quando le racconto, i miei amici ridono. E fanno bene. Perchè solo così si possono prendere, certe cose. Con una bella risata.

Oggi sono andata a casa di un uomo importante. Diciamo pure che io lo vedo “arrivato” in cima, mentre io mi vedo “in cammino” verso la cima.

Mi deve allungare una cosa importante, una cosa che può essermi davvero utile per ottenere i risultati che desidero. Casa sua è così assolutamente splendida , in stile liberty, con le colonne, i soffitti alti, i tappeti, le vetrate e così vissuta (niente pattine…) che sono rimasta a bocca aperta. Gli ho fatto i complimenti. Lui ha sminuito. “Non è mia … ci sto in affitto”.

Come si fa in questi casi, mi presenta sua moglie. La chiama e lei arriva, asciugandosi le mani con l’asciugamano. Insomma….non c’era assolutamente nulla di cui essere imbarazzati. Niente. Lui in ciabatte, la signora tranquillissima con l’asciugapiatti in mano….

Ma…la casa…così elegante, lui così “nella mia mente” importante e arrivato, lei, la moglie di quello importante e arrivato…. (attenti….arriva lo scivolone di Annamaria)…lei allunga la mano per stringere la mia, sorridente e

“piacere – mi dice – (e poi dice il suo nome)”

Io stringo la mano e mi presento “AnnaMaria….” e invece di dire PIACERE…dico…………………………………………………………….

…………………………………………………………………….PREGO.

Prego?! Prego cosa?

Prego è quando offri qualcosa…o quando indichi educatamente il bagno.

Porco di qua e anche di la….

“Anna… – penso – Annina mia…non le stai dando la mano perchè la baci..zio Billy”

La signora mi guarda stranita. Io cerco di recuperare con uno dei miei migliori sorrisi.

Nessuno se ne accorge o finge che non sia successo nulla di nulla.

Ma io, da due ore buone, continuo a sentirmi un’imbecille. E forse mi sta anche bene. ( e continuo a ridere molto…ma molto…)

L’unico modo che una persona come me, che si imbarazza di fronte “all’altezza”, ha per superare questa altezza è ANDARE IN ALTO. Non c’è altro sistema. Non funziona il training autogeno, la respirazione. E’ come quando a tredici anni non volevo tuffarmi dal trampolino della piscina e la mia amica, che si era gia tuffata sei volte, mi ha detto “tuffatiiiii” e l’ha urlato così forte che si sono girati tutti a guardarmi. E io , a quel punto li…no, non me la sentivo di scendere dal trampolino. Così mi sono tuffata. E niente, l’ho trovato elettrizzante.

Anche oggi è stato elettrizzante. Come un tuffo dal trampolino. La figuraccia di meno, ma probabilmente la signora ha pensato solo che ero strana. E ora sta preparando la cena. E punto.

Quello che voglio dire oggi è che “la figuraccia, lo scivolone, l’empasse emotiva…ci stanno. L’importante è continuare a fare le cose che dovete fare per arrivare dove volete arrivare. Farlo anche se “OH MIO DIO…E ADESSO COSA DICO? COME MI COMPORTO?”, farlo anche se c’è stato un errore, una gaffe, farlo anche se non vi sentite sempre a vostro agio, buttarvi dal trampolino con un bell’urlo di terrore interiore e accorgervi che…se non l’aveste fatto…non avreste sentito l’elettricità”

Io ho la consapevolezza che è tutto nella mia mente (paure…imbarazzi…) e mi passa solo se mi tuffo.

Per esempio, ho la consapevolezza che ho paura del pattinaggio perchè per anni mia madre mi ha raccontato che il “pattinaggio è PERICOLOSISSIMO”, ma ora la prima pista di ghiaccio che trovo sulla mia strada, io vado. E pattino. A costo di stare per qualche lezione appesa alla transenna con le gambine a X. Poi lo so…sentirò ancora la voce di quella mia amica che mi dice “tufffaaaatiiiiiiii”, la sentirò potente dentro di me. E mollerò la transenna. E forse cadrò. Oppure no. Sicuramente sarà buffa, imbranata, normalmente poco pratica di pattinaggio. Ma lo farò. Muoverò le gambettine e via…

 

Quindi….se ci tenete….

 

FATELO. FATELO. FATELO. JUST DO IT.

 

Buona serata.

 

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