Annunci di lavoro. La chiarezza

Ciao a tutti, mi presento. Mi chiamo Anna Maria Stellin e sono un’autrice di un piccolo romanzo  di prossima uscita. Ho 37 anni e vivo a Rovigo , ma la mia speranza è quella di aprirmi la strada verso altri luoghi e possibilmente di viaggiare molto. Scrivo da sempre, da quando ne ho ricordo. Ho un background professionale che non c’entra nulla con la scrittura ma solo perchè non ho mai creduto, in passato, che scrivere potesse davvero diventare la mia professione. Ho creato questo blog sia per avere visibilità, sia per superare la piccola frustrazione di non essere ancora riuscita a trovare un mio “spazio di azione” nell’ampio panorama delle riviste on line come autrice freelance. Ho scritto “non ancora” e del resto ho iniziato da pochi giorni la mia ricerca di un posto tutto mio nel fantastico mondo colorato delle riviste patinate sul web. Il mio blog sarà originale, ovvero esprimerà il mio personale punto di vista su questioni di carattere quotidiano. Ma non voglio limitare il mio spazio d’azione con recinti troppo stretti. Ho letto proprio ieri sul blog di un famoso blogger che quando ti approcci al tuo blog devi avere il tuo WHY. Un WHY che ti contraddistingua e che , semplicemente, possa essere utile a chi ti segue e possa dare ai tuoi followers un modo diverso di vedere una certa questione. A questo punto…senza pensarci troppo su… credo di essere IO, il mio WHY. Non ce l’ho un vero WHY, se non che mi piace scrivere e qui si chiude il cerchio. Non sono un expertiser in nessun campo. Non posso aiutarvi ad aggiustare un software, non posso e non voglio insegnarvi a scrivere perchè credo che le scuole di scrittura siano a loro modo la tomba dell’originalità, non conosco tecniche di marketing quindi non vi aiuterò a vendere più velocemente i vostri prodotti, non amo cucinare quindi non vi passerò ricette (non credo…) su come fare i fonzies in casa. Adoro questi personaggi/BLOGGERS/YOUTUBERS così specializzati, così utili…così ricchi di informazioni specialistiche su un solo settore. Ma io sono multitasking e lavoro in multitasking. Ah…ve l’ho già detto che scrivo? Si eh? Bene. Vi ho detto chi sono, vi ho spiegato il mio WHY (praticamente io sono il mio WHY), direi che posso partire col primo “personalissimo punto di vista su….OFFERTE DI LAVORO”

Credo che a tutti, nella vita, sia capitato più o meno spesso di proporsi…di candidarsi per un lavoro. Potrebbe essere una candidatura ad un’offerta che avete trovato su internet o su un giornale o ancora, presso un’agenzia interinale. Ho notato nel corso degli anni che spesso questi annunci di offerte di lavoro sono in effetti poco chiari. Eppure se io “ti offro” qualcosa, se “ti vendo” qualcosa, se CERCO qualcuno o qualcosa per espandere la mia attività, è necessaria la CHIAREZZA.

Per chiarezza intendo che  l’offerta di lavoro deve contenere in sè tutto ciò che serve al candidato per dire “perfetto…sono io la persona che stai cercando”.

Parlo sempre per esperienza personale e di seguito porto il mio esempio.

Mentre cerco offerte di lavoro per articolisti e collaboratori freelance presso testate giornalistiche on line, mi imbatto in un’offerta  interessante (e credetemi che trovare offerte di lavoro in questo campo non è così easy e così veloce e non è come trovare immediatamente un quadrifoglio in mezzo a un mazzo di trifogli) . La testata on line ricerca collaboratori, anche prima esperienza (non è il mio caso, ma mi piace sempre tanto questa voglia del datore di lavoro di far crescere all’interno del suo brand, della sua azienda o della sua testata giornalistica, l’eventuale dipendente) , articolisti appassionati di svariati argomenti (cultura, cinema, arte, teatro, musica, attualità, politica…e chi più ne ha più ne metta…TUTTO praticamente) da inserire nel proprio Team. “perchè a noi piace far crescere all’interno del nostro ambiente dinamico persone che hanno PASSIONE per la scrittura”. Dice l’annuncio. Per uno scrittore queste paroline sono musica.

Requisiti richiesti, dunque? Passione per la scrittura. E per tematiche da te scelte. Ovviamente tra i requisiti c’è anche una buona capacità di sintesi, un corretto uso della lingua italiana e una certa dose di originalità. (quest’ultima parola mi attira sempre , come la formica con lo zucchero)

Sembra fin troppo semplice in effeti, ma a me, a volte, le cose semplici non  fanno mica schifo. Se ogni tanto  arriva qualcosa di semplice, che non sia per forza “farsi un culo come una capanna”…io non dico di no.

Per farvela breve invio una mail all’indirizzo segnalato nell’annuncio e mi candido. Mi risponde il “fondatore” come si è definito lui. Mi risponde subito. (“è sempre più facile – penso – è così facile che credo che potrebbe perfino andarmi bene”). Ma…attenzione…mi chiede se conosco il SEO. Ordunque….ordunque….mi sono documentata sul SEO. Da WIKIPEDIA : “Con il termine ottimizzazione (in lingua inglese Search Engine Optimization, in acronimo SEO) nel linguaggio di internet si intendono tutte quelle attività volte ad ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura del sito web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider, al fine di migliorare (o mantenere) un elevato posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web”. Diciamo che ho provato a documentarmi. Ma non ho capito granchè. E non ho capito granchè di questo SEO perchè ho deciso che non mi interessa occuparmene al momento. Io “scrivo”. Comunico. Rifletto. Creo. Ho già lavorato per testate giornalistiche. Mandavo il mio articolo via mail ma non spettava a me inserirlo…c’era un grafico, all’epoca una grafica, che si occupava degli spazi del giornale. E quando , ancora anni fa, ho lavorato per una testata on line non ero io che mi occupavo dell’inserimento . Inviavo il mio articolo via mail. Punto.

Quando ho specificato al fondatore che non conosco il SEO e gli ho rammentato che questa credenziale non era presente nell’annuncio di lavoro, il signore mi risponde “eh…ha ragione…ma al momento ci sto ancora pensando….”

A cosa stia pensando il signore….a cosa ancora stia pensando…mi sfugge drammaticamente. Sta pensando al SEO? Al suo annuncio di lavoro?

Bene, quando le cose non mi tornano, tendo a chiudere ogni comunicazione con l’ASSENZA DI CHIAREZZA di certe persone, quindi con le persone stesse. Vedete, ciò che ho fatto presente al fondatore (e che ora faccio presente a ogni datore di lavoro che OFFRE lavoro) è che chi cerca lavoro non vuole perdere tempo nè farlo perdere a voi. La chiarezza, in questo caso,  è ASSENZA DI MANCANZE. Dovete essere chiari. Dovete esserlo sempre. In un annuncio di lavoro non potete richiedere “operaio generico” e poi, in corso di colloquio specificare che in realtà lo volete smerigliatore qualificato, saldatore qualificato, mulettista in possesso di patentino. Hey…ne va del nostro e del vostro tempo.

E se poi non avete ancora ben chiaro quello che volete (“…ci sto ancora pensando”) non vi pare che sia il caso di attendere prima di infilare il vostro annuncio in un motore di ricerca?

Tempo = vita. La vostra , la mia, quella di tutti.

Siate chiari e troverete in breve tempo chi soddisferà ogni requisito da voi cercato.

E io troverò velocemente quello che cerco per me.

Parola d’ordine : Chiarezza.

 

Buona giornata.

 

 

 

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